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Qualità dell’aria migliora, ma c’è ancora tanto da fare

Ci sono buone notizie sulla qualità dell’aria nel nostro Pese: gli indicatori mostrano che i livelli di inquinamento atmosferico in tutta Italia continuano a scendere, anche se i valori restano ben lontani dalle soglie di sicurezza consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per tutti i tipi di inquinanti. Secondo il rapporto annuale del Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA) sulla qualità dell’aria in Italia nel 2023: “Il 2023 è stato l’anno migliore da quando sono disponibili dati di PM10 e PM2,5”, cioè da 30 anni, “sia in termini di superamenti della soglia giornaliera del PM10 sia nei valori medi annuali”. La rete di rilevazione a livello nazionale registra dati relativamente positivi per gli sforamenti dei limiti annuali. Per il PM10, tutta Italia è rimasta sotto la soglia di 40 µg/m3, mentre il limite di 25 µg/m3 per i PM2.5 è stato rispettato in 311 centraline su 312. Se gli sforamenti diminuiscono a livello nazionale, alcune aree – soprattutto in inverno – segnano ancora livelli inaccettabili. “Preoccupa l’aumento dei periodi di stagnazione atmosferica invernale (inversione termica a bassa quota, alta pressione livellata, assenza di precipitazioni, vento molto debole o assente) in alcune delle aree del paese solitamente più critiche”, segnala il rapporto, spiegando che è una situazione che “si è verificata con particolare rilevanza nei primi mesi del 2024”. Insomma, esistono ancora molti margini di miglioramento che sicuramente verranno favoriti da iniziative come le CER e le energie rinnovabili.