Una ricerca condotta da ETH Zurich, Università di Erlangen-Nuremberg e RIFS Helmholtz mostra come gli europei stiano immaginando un futuro energetico sempre più locale, solare e indipendente dai combustibili importati.
Lo studio, pubblicato su Energy Research & Social Science, ha coinvolto oltre 8.000 cittadini in quattro Paesi, rivelando una preferenza netta per modelli regionali alimentati da energia solare, anche se più costosi rispetto a quelli centralizzati.
La sicurezza energetica pesa ormai quanto il prezzo: i cittadini penalizzano i sistemi con forti importazioni e mostrano disponibilità a pagare di più per un’energia stabile e controllabile.
Il solare è la tecnologia più apprezzata – soprattutto gli impianti sui tetti – mentre l’eolico risulta meno gradito per motivi paesaggistici e infrastrutturali.
Secondo i ricercatori, la crisi del gas e la guerra in Ucraina hanno rafforzato l’idea che l’energia sia un bene strategico. Per questo, i cittadini chiedono di essere parte attiva nella transizione, non solo destinatari. Lo studio invita infine i governi a integrare le preferenze sociali nei modelli energetici, così da costruire politiche di decarbonizzazione più realistiche, partecipate e sostenibili.



