L’integrazione tra agricoltura e produzione di energia solare può portare benefici significativi sia dal punto di vista ambientale che agronomico ed economico. Questa tecnologia, rilevano gli esperti, consente di sfruttare aree agricole per la produzione di energia pulita senza sottrarre terreno all’agricoltura, contribuendo, anzi, a promuovere un modello di sviluppo sostenibile e garantendo nuove opportunità occupazionali. Secondo le ricerche condotte dal CNR di Firenze, la vite coltivata in sinergia con tale tecnologia ha ottenuto un aumento della resa del 10-20%, seguita dall’insalata con un aumento del 10%.
“La transizione ecologica – dichiara Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente – non è più una scelta ma una necessità, e deve essere praticata velocemente anche dal settore agricolo, che sarà tra le prime vittime della crisi climatica. L’agrivoltaico è uno degli strumenti più innovativi che abbiamo a disposizione per realizzarla in agricoltura. Dopo gli errori fatti dal governo Meloni coi decreti Agricoltura, Aree idonee e su quello appena varato per semplificare gli iter autorizzativi, che rischiano di rallentare la diffusione delle rinnovabili nel Paese, è il momento di cambiare passo. Ai ministeri dell’Ambiente e della Cultura chiediamo pareri più rapidi, alle Regioni iter autorizzativi più snelli e veloci. Le esperienze positive che abbiamo già visto in alcune regioni italiane dimostrano come l’agrivoltaico possa diventare uno dei pilastri fondamentali di un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile e resiliente, capace di creare nuovi posti di lavoro, stimolare l’innovazione, abbassare le bollette e contrastare la crisi climatica”
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