A pochi mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Aree idonee e in attesa degli atti di applicazione delle Regioni, arrivano importanti novità sulla disciplina relativa all’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza n. 4298 del 14 novembre 2024, ha rilevato profili di problematicità nella norma del Decreto che consente alle Regioni di dichiarare “non idonee” anche quelle aree che, ai sensi del D.Lgs. 199/2021, sono già state individuate come idonee per l’installazione di impianti rinnovabili.
I giudizi di Palazzo Spada hanno pertanto accolto la richiesta di tutela cautelare avanzata da un’impresa operante nel settore eolico, che intendeva ammodernare i propri impianti sostituendo le turbine con modelli più efficienti e aveva rilevato che la normativa regionale in procinto di essere approvata dalla Regione Sardegna ai sensi del Decreto Aree Idonee del 2024 rendeva non idonea l’area su cui aveva precedentemente realizzato l’impianto eolico.
Il cuore pulsante della questione riguarda l’articolo 7, comma 2, lettera c) del Decreto Aree Idonee, che attribuisce alle singole Regioni italiane la facoltà di dichiarare non idonee alcune aree altrimenti compatibili secondo il D.lgs. 199/2021.
Inizialmente, il TAR del Lazio aveva respinto il ricorso dell’impresa, ritenendo che il problema potesse derivare dalla normativa regionale e non dal Decreto Aree Idonee. Il Consiglio di Stato, al contrario, ha stabilito che è proprio il Decreto Aree Idonee a consentire tali limitazioni, giudicandolo in contrasto con il D.lgs. 199/2021.
I giudici hanno pertanto decretato la sospensione temporanea in via cautelare dell’art.7 fino al 5 febbraio 2025, data in cui la questione sarà esaminata nel merito. Fino ad allora, le Regioni non potranno definire le aree idonee in senso più restrittivo rispetto a quanto stabilito in via transitoria dal citato art.20 comma 8 del D.Lgs. 199/21. L’ordinanza del Consiglio di Stato ha suscitato reazioni positive tra gli operatori delle rinnovabili. Alleanza per il Fotovoltaico, che rappresenta diversi attori del mercato energetico, ha accolto con favore la decisione, sottolineando l’urgenza di una governance nazionale più incisiva. In un comunicato, l’associazione ha chiesto l’istituzione di una cabina di regia centrale per garantire che le Regioni definiscano le aree idonee in linea con le direttive nazionali, auspicando un maggiore supporto governativo per coordinare il processo.



