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Agrivoltaico: come convertire i vecchi impianti fotovoltaici (parte 2)

“In questo lavoro – spiega Lòpez – abbiamo scelto un tipo di impianto fotovoltaico già esistente per vedere se potevamo convertirlo e integrare le colture per la produzione agricola in queste strutture esistenti”. Il punto di partenza del lavoro è stato “El Molino“, una vera centrale con inseguitori solari a due assi e un programma di controllo del tracciamento che mira a ridurre al minimo l’ombreggiamento dei pannelli fotovoltaici.

Per studiarne la potenziale riconversione in un impianto agrovoltaico, il team ha simulato il comportamento dell’irraggiamento solare e la sua interazione con i moduli e un’eventuale coltura, nonché l’ombreggiamento. Attraverso questa analisi i ricercatori hanno definito una metodologia innovativa per determinare lo spazio tra i collettori in cui i livelli di irraggiamento ricevuto sarebbero stati sufficienti per un adeguato sviluppo delle piante. Applicata al El Molino, ha rivelato che il 74% del terreno compreso tra i pannelli è coltivabile con colture alte meno di 1,4 m.

Per gli scienziati, affinando e aggiustando i parametri, il modello potrebbe essere applicato ad altri impianti esistenti per studiare le possibilità di conversione. “L’opera – scrivono gli scienziati – rappresenta il primo passo necessario per la trasformazione degli impianti esistenti in agrivoltaici. Allo stesso modo, i progressi raggiunti in questo studio sono molto significativi, poiché la naturale evoluzione dell’implementazione degli impianti fotovoltaici con inseguitori biassiali richiederà, nei prossimi anni, la ricerca di soluzioni per la loro conversione in impianti agri-fv”.

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